Da Amazfit Active 2 a T-Rex 3 Pro: il mio upgrade per la corsa (e oltre)

Dopo aver corso la Deejay Ten a Milano il 5 ottobre e aver raggiunto l’obiettivo di abbattere il muro dell’ora sui 10 km, ho deciso di farmi un regalo. La passione per la corsa sta crescendo e mi sta prendendo tantissimo, quindi ho pensato: perché non alzare l’asticella anche dal punto di vista dell’attrezzatura?

Lato scarpe sono già a posto con una rotazione adatta alle mie esigenze attuali, ma sul fronte orologio sentivo il bisogno di fare uno step in avanti. Fino a questo momento mi ero allenato con un eccellente Amazfit Active 2 (con cui ho macinato quasi 200 km durante l’estate senza il minimo problema), ma volevo uno strumento più votato allo sport puro e meno “fashion watch”.

Sfruttando un’ottima offerta su Amazon (che ha pareggiato un prezzo Unieuro portandolo a circa 110€ in meno rispetto ai 399€ di listino), ho fatto il salto: sono passato all’Amazfit T-Rex 3 Pro.


Prime impressioni e vestibilità

La prima differenza rispetto all’Active 2 riguarda la natura stessa del dispositivo: si percepisce subito che non è uno smartwatch da passeggiata, ma un vero strumento da outdoor e allenamento.

  • I tasti fisici: ci sono 4 pulsanti ben definiti (contro i soli 2 del modello precedente). In corsa o durante l’attività fisica, la risposta tattile dei tasti è imbattibile: premere e mettere in pausa con le dita suate o con i guanti è immediato, evitando le incertezze del touch screen;
  • Ergonomia e dimensioni: nonostante la cassa imponente da 48 mm e un design dalle linee spigolose e “rugged”, al polso (il mio misura circa 17,5 cm) sta benissimo e non risulta fastidioso;
  • L’attacco del cinturino: un dettaglio costruttivo eccellente è la curvatura delle anse. Il cinturino non cade piatto come su altri orologi, ma parte già inclinato verso il polso. Questo gli permette di “abbracciare” meglio la pelle, rendendolo molto più comodo da indossare rispetto a quanto la cassa generosa possa far pensare.

Nota sul Cinturino: ho sostituito subito il cinturino nero di serie con uno verde da 22 mm. La cassa “mangia” bene il cinturino rendendo l’insieme equilibrato. Con 8-10€ su Amazon (o ancora meno su AliExpress) si possono prendere 2-3 cinturini colorati per spezzare il monocrisme e abbinarli all’outfit da corsa.


Precisione sul campo: GPS e Cardio

Sin dalle prime uscite ho notato passi avanti evidenti sul fronte sensoristica:

  1. Fix GPS rapido e stabile: A differenza dell’Active 2, l’aggancio ai satelliti è fulmineo e prende bene anche all’interno dell’abitazione prima di uscire.
  2. Cardio affidabile (senza fascia): Seguendo il suggerimento di Emanuele di Evosmart.it, ho iniziato a stringere molto bene il cinturino al polso prima di correre. In questo modo la rilevazione del battito è estremamente precisa e coerente, tanto da avermi permesso di abbandonare la fascia cardio. Un accessorio in meno da caricare, abbinare e indossare prima di uscire.

Batteria e Autonomia reale

Le stime dichiarate dalle aziende sono spesso ottimistiche. Nell’uso reale:

  • Con lo screen Always-On disattivato (scelta che preferisco, dato che il display si attiva istantaneamente ruotando il polso, esattamente come facevo su Apple Watch).
  • Con 1 ora circa di allenamento giornaliero con GPS attivo (corsa, bici, ecc.).

L’orologio consuma circa il 10% di batteria al giorno, assestandosi su un’autonomia reale di circa 10 giorni continui. Per me è un risultato ottimo: niente ansia da ricarica quotidiana. Un grande vantaggio è che condivide la stessa basetta di ricarica magnetica dell’Helio Strap, semplificando la gestione dei cavi.


L’app Zepp e la gestione degli allenamenti

L’ecosistema Zepp (che utilizzo ormai da oltre un anno grazie all’Helio Strap e alla bilancia Amazfit) si conferma maturo e ricchissimo di dati utili: BioCharge, livello di stress, recupero fisico e monitoraggio del sonno.

Lato corsa, l’applicazione permette di creare facilmente:

  • Allenamenti strutturati
  • Ripetute e allunghi
  • Piani personalizzati

Un piccolo difetto nell’UX degli allenamenti: Se si imposta una sessione guidata (es. 10 km con ripetute) e a fine scheda si desidera proseguire per un altro paio di chilometri di defaticamento, l’orologio salverà e chiuderà automaticamente la sessione pianificata. Per continuare a correre occorrerà avviarne una seconda ex-novo. Sarebbe più comodo un prompt che chieda: “Vuoi terminare l’allenamento o proseguire in modalità libera?”.


Considerazioni finali: vale la pena?

Non lo indosserei mai con una camicia in ufficio (lì preferisco la semplicità di un orologio meccanico tradizionale), ma come tool watch sportivo per corsa, uscite in bici con mio figlio, nuoto in piscina o uscite in montagna, è un compagno perfetto.

Per il mio percorso è stato uno step desiderato e meritato. È un orologio solido, completo e versatile. Se non cercate l’integrazione stile Apple Watch Ultra da 900€ (di cui peraltro non sentirei la mancanza, se non per l’ECG) o la complessità spinta di alcuni Garmin, questo T-Rex 3 Pro rappresenta un’alternativa incredibilmente concreta e con un rapporto qualità/prezzo eccellente.


Nota di colore: Questo articolo è un primo esperimento di pubblicazione “voice-to-text”. L’audio originale è stato registrato a caldo durante una camminata e rielaborato con l’intelligenza artificiale per il blog.